lunedì 20 aprile 2009

Mangio il mango, ballo il tango e non piango!

Martedì 7 aprile si è svolta in via Cavour, in centro a Udine, la seconda Festa della merenda in piazza, per far conoscere alla cittadinanza il nostro CONTRATTO DELLA MERENDA e la nostra attenzione ad una sana alimentazione.

Per rappresentare il nostro circolo questa volta è “scesa in piazza” la classe 4A della scuola primaria Divisione Julia, che portava come segno di riconoscimento delle bandiere verdi.
L'animatore che ci ha accolti, un giovanotto con i pantaloni da Scaramacai, ci ha fatto fare dei balli in cerchio, con passi stravaganti, ma belli, seguendo il ritmo di musiche frizzanti, esaltanti, che ti prendevano il cervello e ti facevano ballare da solo, senza la tua volontà.


Poi dovevamo ripetere le frasi che ci proponeva lui, come nei cori degli stadi, mentre un inebriante profumo di pane e ciambelle appena sfornate ci avvolgeva, stuzzicando le nostre narici.
Noi ci scatenavamo a cantare, ballare, giocare: sembravamo delle lucciole che si accendevano e si spegnavano di GIOIA ed EMOZIONE.

Ci siamo quindi seduti davanti al banchetto con tutte le delizie in bella mostra, scatenandoci in linguacce per farci immortalare!!!


Quindi, eccoci in giro per il centro città: l'animatore in testa, camminando sui trampoli, ci invitava ad inventare e ripetere slogan in rima:
Mangio il mango, ballo il tango e non piango!
Mangio il prosciutto e non divento mai brutto!
Classi 4A e 4B
Scuola primaria Divisione Julia - Udine

giovedì 16 aprile 2009

“Mangiar giusto con gusto”: proseguono gli incontri

Intanto, vi invitiamo a partecipare numerosi al prossimo appuntamento! Si terrà lunedì 20 aprile 2009 alle ore 17:00 presso la scuola San Domenico – via Derna 12 - Udine (mappa). Parleremo di pubblicità, e di come essa influenza le nostre scelte alimentari. Il titolo è: “Mangiare condizionati”.

L’incontro precedente si è tenuto il 23 marzo presso l’Auditorium dell’IPSIA “G. Ceconi”. Il tema trattato era Mangiare in altri luoghi” dai nonni, la trasgressione è lecita? A scuola, un’opportunità per l’educazione alimentare. L’incontro è stato presentato dalla psicologa Raffaella Pagani, dal medico Aldo Savoia e dall’assistente sanitaria Paola Corazza. Erano presenti anche la dirigente del 1° Circolo dott.ssa Vilma Candolini, la responsabile del Servizio di Nutrizione dell’Azienda Sanitaria dr.ssa Cecilia Savonitto, e la referente di “Città sane” dott.ssa Stefania Pascut.

Si è partiti dal significato della parola “trasgressione”, cui la nostra cultura da una connotazione negativa. La parola presenta invece anche dei lati positivi, perché ci permette di identificare le regole, di riconoscerle, per poi fare delle eccezioni, aiutandoci a “sopportarle”.
L’incontro si è sviluppato analizzando i diversi contesti dove il bambino mangia, a partire dalla casa dove più spesso si “trasgredisce”, quella dei nonni! Se si tratta, per lo più di eccezioni, possono essere serenamente accettabili. Peraltro, il disaccordo palese tra nonni e genitori sulle scelte alimentari potrebbe far vivere al bambino la responsabilità del dissenso. Un litigio fra nonni e genitori su questioni di cibo in presenza del bambino, potrebbe fornirgli l’occasione per utilizzare il cibo o l’appetito per attirare l’attenzione o per attuare dei piccoli ricatti.
È stato sottolineato il ruolo che i nonni rivestono nella trasmissione di competenze e tradizioni ai nipoti: coltivare l’orto, trascorrere il tempo cucinando insieme gnocchi, torta, minestrone…

Un’altra occasione particolare e sempre più di moda è rappresentata dalle feste di compleanno, cui vengono invitati tutti i bambini delle classe, organizzate in spazi appositi, fuori casa. A prescindere da alcune considerazioni emerse (quanto costa? Quanto tempo fa in effetti risparmiare? Si innescano meccanismi imitativi… e chi non se lo può permettere?), la psicologa rimarca che questa modalità di festeggiare non aiuta a sviluppare nel bambino il senso dell’ospitalità, né lo spinge a fare una giusta selezione dei compagni che desidera chiamare alla sua festa. Festeggiare a casa significa anche partecipare alla preparazione della giornata (pulire casa, riordinare la camera, preparare la torta) e quindi vivere una tensione costruttiva, sviluppando anche la capacità di tollerare piccole delusioni (ad esempio l’amico che non partecipa).

Si è poi discusso dell’organizzazione delle feste a scuola: si possono portare dolci secchi, anche fatti in casa, l’importante è assicurarsi che non vengano consumati anche nei giorni successivi. Dovrebbero essere evitati snack salati, bibite dolcificate, caramelle e cioccolatini, rinforzando, il più possibile, il fatto che l’acqua è la bevanda dissetante per eccellenza!

Si è condivisa l’idea che mangiare in mensa rappresenta un’occasione per l’educazione alimentare a scuola. È importante che si crei un’alleanza tra insegnanti e genitori, affinché al bambino arrivino messaggi coerenti. L’interesse espresso dagli educatori in questo importante momento della giornata, crea un ambiente favorevole che incoraggia l’assaggio di cibi anche poco graditi. Senza costrizioni, si dovrebbe almeno far assaggiare al bambino ogni pietanza, anche raccontando le proprie esperienze.

Paola e Cristina
Assistenti Sanitarie
Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione

mercoledì 8 aprile 2009

Una frittata mai fatta

A rifletterci bene siamo ben poco diversi dai nostri antenati i Romani che vedevano nell’uovo un ingrediente di piatti anche elaborati piuttosto che un alimento vero e proprio.
Il dolce classico per le offerte religiose, il “libum” richiedeva per la preparazione un uovo ogni libbra di farina, oltre che ricotta, olio e foglie di alloro, come riportato nel ricettario di Apicio, cuoco famoso e estroso vissuto ai tempi dell’imperatore Tiberio. Peraltro contro le stravaganze e gli sprechi alimentari dei romani il poeta Orazio sviluppò delle satire implacabili.

Nulla di nuovo visto che ancor oggi non corre sempre buon sangue tra il cuoco impegnato a dar forma alle ricette e l’esperto di nutrizione che sottolinea le scelte alimentari in grado di tutelare la salute.
Ma il punto di accordo si può trovare, perché mangiare è e dovrebbe essere sempre un piacere.

Uno dei suggerimenti è quello di riconsiderare l’uovo come un alimento ricco di proprietà nutritive, sicuramente da alternare agli altri alimenti di origine animale, quali il formaggio, la carne e il pesce.
Contiene infatti proteine preziose e molto digeribili, grassi “buoni”e lecitina, utile per mescolare sostanze che altrimenti non lo farebbero.
Il tuorlo contiene vitamina A, E e il selenio, sostanze capaci di contrastare i danni cellulari causati dalle malattie degenerative e dall’invecchiamento. Inoltre luteina, un pigmento che protegge la retina dell’occhio dalle lunghezze d’onda di luce dannose e fa bene alla pelle. Questo colorante vegetale è contenuto anche in molti ortaggi quali broccoli, cavoli e spinaci.
Per saperne di più sui pregi e benefici dell’uovo possiamo andare sul sito www.pianetauovo.it nel quale troveremo anche dei video.

Chiediamoci allora: l’uovo ci piace sì o no, nutriamo dei pregiudizi verso questo piccolo scrigno alimentare? Abbiamo sperimentato qualche simpatica ricetta che piace a tutta la famiglia, c’è nel nostro bagaglio culinario un “segreto” che rende sempre buona la frittata? A Pasqua e durante la primavera le uova rappresentano un segno di rinascita: perché non riconoscerlo tutto l’anno?

E pensare che un compagno della nostra infanzia, per un uovo avrebbe fatto davvero…
“Quand'ecco gli parve di vedere nel monte della spazzatura qualche cosa di tondo e di bianco, che somigliava tutto a un uovo di gallina. Spiccare un salto e gettarvisi sopra, fu un punto solo. Era un uovo davvero.

Pinocchio nelle immagini storiche di Renzo Cenci

La gioia del burattino è impossibile descriverla: bisogna sapersela figurare. Credendo quasi che fosse un sogno, si rigirava quest'uovo fra le mani, e lo toccava e lo baciava, e baciandolo diceva:
- E ora come dovrò cuocerlo? Ne farò una frittata?... No, è meglio cuocerlo nel piatto!... O non sarebbe più saporito se lo friggessi in padella? O se invece lo cuocessi a uso uovo da bere? No, la più lesta di tutte è di cuocerlo nel piatto o nel tegamino: ho troppa voglia di mangiarmelo!
Detto fatto, pose un tegamino sopra un caldano pieno di brace accesa: messe nel tegamino, invece d'olio o di burro, un po' d'acqua: e quando l'acqua principiò a fumare, tac!... spezzò il guscio dell'uovo, e fece l'atto di scodellarvelo dentro.
Ma invece della chiara e del torlo, scappò fuori un pulcino tutto allegro e complimentoso, il quale, facendo una bella riverenza, disse:
- Mille grazie, signor Pinocchio, d'avermi risparmiata la fatica di rompere il guscio! Arrivedella, stia bene e tanti saluti a casa!”


Francesca Ribezzi
Dietista ASS4 Medio Friuli

lunedì 30 marzo 2009

Le risposte di Sabrina, veterinaria

Cari TUTTI oggi vi mando una risposta comunitaria perché molte vostre domande si assomigliano!

Dobbiamo subito ribadire il concetto che se si prende un animale in casa tutti in famiglia (proprio tutti!) devono essere d’accordo, perché arriva un nuovo componente che modifica le abitudini e i ritmi della famiglia e perché di tutti gli animali bisogna prendersi cura quotidianamente: dargli da mangiare e da bere, cambiare l’acqua, pulire la gabbia, la cassetta dei bisogni o il box, spazzolarli, portarli a passeggio.

E dove lo si lascia quando si va in vacanza (non si può abbandonarlo!!)? E quanto costa il cibo e il veterinario e il dog o cat-sitter?

Voi bambini avete veramente il tempo per occuparvene o poi ci devono pensare mamma e papà?

E se è un cane avete voglia di raccogliere le cacche dal marciapiede e dalle aiuole (sì, perché si devono raccogliere tutti i “mucchietti selvaggi” anche quelli che fa nell’erba, perché nessuno ha voglia di pestarli!).

E se desiderate un cavallo, provate a prendere prima confidenza con un animale più piccolo!

I criceti sono solo un po’ meno impegnativi di cani e gatti: vivono in gabbia e dormono quasi tutto il giorno, in compenso però sono svegli di notte e giocano, corrono nella ruota, si arrampicano sulle scale.
Ma se di giorno sentono un rumore o gli offrite del cibo escono dalla tana e si mostrano in tutta la loro simpatia, curiosi e attenti. Okkio che mordono!


I criceti, come tanti animali domestici e i bimbi di oggi, rischiano di diventare “cicciottelli” perché “mangiano sempre” e si muovono troppo poco!! Quindi per la salute dei nostri piccoli amici è fondamentale curare l’alimentazione: in natura sono animali onnivori (che mangiano di tutto, come i bambini). I mix di semi che vendono nei negozi x animali sono spesso troppo ricchi, troppo calorici.
I criceti inoltre tendono spesso a mangiare solo quello che preferiscono (i semi di girasole) e a scartare quello che non gli piace. Un’alimentazione di questo tipo può causare problemi di obesità e portare a patologie serie.

Mi racconta il mio giovane amico Giacomo, che suo nonno gli porta tutti i giorni l’insalata per il suo Fiocco e che regolarmente con la mamma preparavano fette di mela, carote e altre verdure che forniscono fibra, vitamine, sali minerali e acqua al criceto. Deve essere tutto ben lavato e asciugato, a temperatura ambiente (mai di frigo) e assolutamente scondito (niente sale, zucchero, olio o altri condimenti). Per fornire al criceto le proteine di cui ha bisogno, possiamo mettergli a disposizione yogurt magro o intero non zuccherato (a temperatura ambiente), formaggio, carne di pollo bollita e tuorlo d’uovo sodo.
Altri alimenti che possiamo dare al criceto sono cornflakes senza sale e zucchero e pane secco che li aiuta anche a mantenere la giusta lunghezza dei denti. E’ vietato dare caramelle, gelato è biscotti ai criceti!
Comunque è quasi inevitabile che il criceto diventi un pò cicciottello… per cui deve fare attività fisica: i miei giovani amici Lisa e Francesco liberano il criceto dalla gabbia ogni sera sempre alla stessa ora e i loro 3 gatti lo possono osservare con interesse dietro una porta a vetri mentre fa le sue corse ed evoluzioni ginniche. E così, ogni sera, alla stessa ora, i gatti sono puntuali in attesa della loro “TOPO-TV”!!

Vedete, non è facile far convivere topi e gatti e se non si prendono le giuste precauzioni possono capitare delle tristi faccende!

Per i conigli vorrei aggiungere che hanno bisogno solo di tanta verdura fresca e del fieno che viene venduto nei negozi per animali. La mia giovane amica Elisa ha una gabbia in casa in cui convivono molto felicemente un coniglio nero e una porcellina d’India.

Le tartarughe non possono in alcun modo regolare la propria temperatura corporea perché sono animali a sangue freddo, come i serpenti, che dipendono dalla temperatura dell’ambiente circostante, quindi se le teniamo in acqua fredda tutte le loro funzioni vitali si rallentano, rallenta il metabolismo, diminuiscono le difese immunitarie, e la tartaruga va incontro a malattia, quindi il riscaldatore è necessario è indispensabile se la temperatura è inferiore a 25-27°C. Per questo stesso motivo le tartarughe che vivono nelle loro vaschette in casa non vanno liberate nei nostri corsi d’acqua che sono troppo freddi per le loro abitudini e poi andrebbero a interferire con l’habitat naturale delle nostre specie autoctone. Vi svelo un segreto: le tartarughine aumentano di dimensioni, ovvero crescono quanto più è grande la vasca in cui sono contenute. Potete sperimentarlo voi stessi! Fatevi aiutare dalla mamma o dal papà a misurare la larghezza e lunghezza del carapace oggi e poi rimisuratelo tra qualche mese dopo aver messo la tartaruga in una vasca più grande. Le tartarughe di terra vanno regolarmente in letargo per 4-5 mesi nella buca scavata in giardino (qui da noi fa molto freddo e allora è bene proteggere la tana con fieno, foglie secche e una copertura) o nella cassetta di fieno umido preparata da noi in garage quando la temperatura è compresa tra 2 e 10° C. Presto, superati i 16°C torneranno a svegliarsi e a mangiare, ma è sempre bene portare la tartaruga dal veterinario per una visita di controllo!

I canarini raggiungono la maturità sessuale intorno al sesto mese ma è opportuno farli riprodurre non prima dell'anno di età. Cominciano a covare verso la fine dell'inverno, generalmente nel mese di marzo, ad una temperatura minima di 15°C Si deve mettere a disposizione un nido a coppetta in vimini, da collocare nel portanido che deve essere applicato a una delle porticine della gabbia e dell’ovatta per imbottirlo. Il numero delle uova depositate varia da 3 a 5 e le femmine iniziano a covare dopo aver deposto il secondo o il terzo uovo, il che rende opportuno, togliere le uova a mano a mano che vengano deposte, sostituendole con uova finte per evitare una schiusa sfalsata con il rischio che gli ultimi nati vengano sopraffatti dai fratelli al momento dell'imbeccata. Le vere uova devono essere conservate entro una scatoletta imbottita di ovatta e rivoltate ogni giorno per evitare che il tuorlo si decentri rendendo piu' difficile la futura schiusa. La cova dura tredici giorni, ma puo' prolungarsi fino a quattordici giorni se la femmina non e' stata covatrice assidua o se la temperatura ambientale e' stata particolarmente bassa. Durante la cova deve essere messo a disposizone un bagnetto per volatili per consentirle di bagnarsi perche' cio' serve a mantenere nel nido il grado di umidita' che e' necessario per l’apertura delle uova. In realtà, anche agli allevatori esperti non tutto va per il meglio, ci sono molte incognite… mi racconterete!

Vi saluto TUTTI con affetto e vi mando una foto di Susi (che l’altro giorno si è rotolata su un piccione morto) cicciotella come un criceto!

lunedì 23 marzo 2009

Muoviamoci tutti!

Cari Genitori, cari Insegnanti
siamo in primavera e, anche se le temperature degli ultimi giorni non sono molto tipiche della stagione, i primi fiori hanno cominciato ad abbellire i rami degli alberi, le giornate si sono allungate ed il tempo, per quanto ancora un po’ freddino, volge al bello.
E’ quindi il momento giusto per uscire di casa e ricominciare a muoversi!

“Muoversi” non significa necessariamente praticare qualche tipo di attività fisica regolare, che comunque va benissimo; è però importante capire che muoversi non è soltanto “sport” nel senso classico in cui lo intendiamo e, soprattutto, non è soltanto agonismo.

Se dovessi ora elencare tutti i benefici che l’attività fisica porta alla salute mi dilungherei per almeno tre pagine; vi dirò comunque che il movimento fa bene a cuore e polmoni, alle articolazioni, alle ossa e ai muscoli, al metabolismo in generale; aiuta a prevenire alcuni tipi di tumori (soprattutto quelli legati all’apparato gastrointestinale) ; aumenta l’autostima e il benessere interiore ed aiuta la socializzazione.
In più, muoversi fa bene a tutte le età: nel nostro Paese la cultura all’attività fisica è ancora carente; è necessario promuoverla nei bambini, per renderli attivi fin da piccoli e far loro interiorizzare l’abitudine al movimento; ma anche da adulti persino da anziani è possibile, “imparare a muoversi”.
Il cammino, ad esempio, è un’attività a cui tutti possono dedicarsi: non necessita di un’attrezzatura sportiva specifica, né di particolari abilità. Sono sufficienti un paio di scarpe adatte ed un percorso sicuro, che può essere benissimo un percorso urbano; è un modo facile fare movimento insieme: genitori e figli, nonni e nipoti; è un’occasione per i ragazzi che non sono impegnati in alcuna attività sportiva programmata.

A Udine vi segnalo due interessanti iniziative, entrambe sperimentali, che saranno avviate a breve:
  • I Gruppi di Cammino promossi dall’ A.S.S. 4 in collaborazione con Città Sane e U.I.S.P. (Unione Italiana Sport Per Tutti), progetto già avviato lo scorso anno in diversi Comuni della Regione, più indirizzata agli adulti/anziani che non hanno molte occasioni per muoversi ma da estendere, perché no, anche a figli e nipotini.

Camminare fa bene, farlo insieme ancora di più.

Alla prossima,
Simonetta Micossi
Assistente Sanitaria per la Promozione della Salute

venerdì 20 marzo 2009

“Mangiar giusto con gusto”: ciclo di conferenze

Il primo incontro “Mangiare a casa” si è tenuto il giorno 23 febbraio presso la scuola primaria IV Novembre. L’incontro è stato presentato dalla psicologa Raffaella Pagani, dal medico Aldo Savoia e dall’assistente sanitaria Paola Corazza. Erano presenti anche la dirigente del 2° Circolo dr.ssa Bosari, la responsabile del Servizio di Nutrizione dell’Azienda Sanitaria, la dr.ssa Savonitto e la referente di “Città sane” dr.ssa Pascut. Hanno partecipato genitori e insegnanti delle scuole primarie e dell’infanzia.

Di che cosa si è parlato? Si è cercato di dare risposta ad alcune domande frequenti dei genitori:
  • Come avvicinare il bambino all’assaggio di nuovi alimenti?
  • Come introdurre nuovi gusti, in particolare contorni di verdure come melanzane, carciofi... nella dieta di bambini poco aperti ad accogliere le novità (età 3/6 anni)?
  • È giusto proporre delle alternative al cibo rifiutato?
  • Perché i bambini fanno fatica a fare colazione?

Abbiamo capito che se ci sono delle regole che i bambini accettano, sono le regole di gioco!
E allora… mettiamo in moto la fantasia e coinvolgiamoli in preparazioni semplici, li invoglieremo ad assaggiare gusti nuovi.

Per quanto riguarda le alternative, la psicologa ci dice che i bambini vanno incoraggiati con pazienza ad assaggiare quello che gli viene proposto e a mangiarne almeno una piccola porzione. Offrire alternative al cibo che è in tavola non è educativo e non li aiuta.
I bambini sono più disponibili a seguire gli incoraggiamenti dei genitori se la famiglia si concede un po’di tempo per far colazione insieme, evitando di trasmettere la fretta degli adulti.

Vi aspettiamo all’incontro che si terrà lunedì 23 marzo 2009 ore 17:00 presso l’Auditorium “Ceconi” – via Manzoni 6, Udine - il tema trattato sarà “Mangiare in altri luoghi” dai nonni, la trasgressione è lecita? A scuola, un’opportunità per l’educazione alimentare.

Paola e Cristina
Assistenti sanitarie
Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione

mercoledì 11 marzo 2009

Sabrina risponde...

Sabrina, la nostra veterinaria, risponde ai tanti bambini che le hanno scritto:

Ciao bimbi, scusate se non vi ho risposto prima ma sono stata in viaggio qualche giorno e poi molto indaffarata con altri lavori.

Vi mando una foto mia e di Susi, la mia cagnolina, che ultimamente mi accompagna nelle mie visite in campagna.

La mia giovane vicina di casa Sara ha trovato una notevole somiglianza tra Susi e Winn Dixie, il cane del film “Il mio amico a 4 zampe”.

Abbiamo adottato Susi 3 anni fa in un canile dove aveva soggiornato per circa quattro mesi dopo che era stata accalappiata. Quando l’abbiamo scelta stava in bella compagnia con altri simpatici cani in un recinto spazioso, era sana, vaccinata e sterilizzata. Per molto tempo l’abbiamo tenuta rigorosamente al guinzaglio perché non ci conoscevamo bene e avevamo paura che si potesse perdere, ma ora ci fidiamo e quando c’è un bel prato in campagna le togliamo il guinzaglio e la lasciamo correre felice. Anche oggi Susi mi ha accompagnata al lavoro: le ho fatto una foto mentre controllavamo i passaporti di 18 vitelle importate dalla Francia. Sapete che ogni mucca d’Europa ha un passaporto? Ne parleremo la prossima volta…

Caro FRANCESCO, i cani dovrebbero fare una passeggiata tutti i giorni e almeno una volta alla settimana dovrebbero poter correre liberi o al guinzaglio con i loro padroni per sgranchirsi le zampe e socializzare con amici cani. Forse anche il cane di GIORGIA deve essere portato un po’ più a passeggio, o è forse ancora un cucciolotto che gioca violentemente, come il gatto di MICHELE?

Anche Susi quando si annoia e vuole andare a spasso a fare bisognini o annusare angolini si fa capire graffiandomi con la zampa.

A MARGHERITA vorrei dire che le puzzole liberano la loro puzza a scopo difensivo: nessuno osa avvicinarsi, i nemici si spaventano! La Natura offre molte “armi” ai nostri animali: denti, unghie, pungiglioni, corna, inchiostro, gambe lunghe per scappare, ali per volar via…

E a EDOARDO vorrei dire che se “quella roba rossa” sul collo del suo coniglio è ancora presente è necessario che lo porti a fare una visita dal suo veterinario.

Vi saluto tutti con affetto, anche Sabrina, Massimo, Giacomo, Jacopo, Giulia, Rosa, Guglielmo, Melanj, Giulia, Alessio, Fabio, Andrea e Aurora e le vostre maestre.

…e raccontatemi se avete giocato con “farmaland”.

Ciao, Sabrina e Susi